Lino

Storia e botanica dei semi di lino

Il lino è stato ampiamente coltivato in passato grazie alla sua duplice vocazione di pianta tessile e oleaginosa. Se la fama della fibra è diminuita con il tempo, le sue virtù terapeutiche invece continuano a suscitare molto interesse e lo confermano come un superfood.

Linum usitatissimum L. è il nome scientifico del lino, pianta della famiglia delle Linaceae, probabilmente originaria della zona compresa tra il Golfo Persico, il Mar Caspio e il Mar Nero.

In Egitto era conosciuto già nel V millennio a.C. e la sua coltivazione era comune anche nell’antica Babilonia, dai suoi steli essiccati e poi messi a macerare in acqua si ricava una fibra tessile che un tempo era riservata solo ai nobili e ai potenti , molto apprezzata  per la sua resistenza alle intemperie.   

In Egitto veniva usato per mummificare i faraoni e come tessuto pregiato da usare tutte le volte che ci si avvicinava a Dio, in preghiera o in sacrificio. I fenici lo trasformarono in un prodotto di grande valore commerciale, spingendo la sua diffusione soprattutto fra i greci, gli etruschi. Questi ultimi lo usavano per le vesti indossate dall’aristocrazia ma anche per le vele delle navi. Il tipico indumento di questo popolo, che risale a circa il VI secolo a.C., era il chitone di lino: una veste indossata da uomini e donne, anche in versione corta al ginocchio e poi attillata con cintura.  Durante il periodo romano, la coltura e la lavorazione di questa fibra si sviluppano in tutto l’Impero ed i Romani sono infatti i primi ad utilizzarlo oltre che per l’abbigliamento anche per la casa.

Nel Medioevo nella regione delle  Fiandre, con il suo clima umido, divenne uno dei principale centri di produzione. Il dominio del lino rimase incontrastato fino all’inizio dell’Ottocento quando il cotone e con l’introduzione di telai che ne facilitava la filatura, da prodotto pregiatissimo destinato alla nobiltà divenne un prodotto di massa. Dai suoi semi si ricavava un olio utilizzato sia per la bellezza che come condimento. I piccoli semi di lino (4-9 mm), lisci e a forma di nocciolo di mela, hanno un colore che può variare, a seconda della cultivar, dal bruno scuro al giallo paglierino.

Benefici e proprietà dei semi di lino

Il lino è noto sin dall'antichità come farmaco e come un prezioso alimento. Da questo prodigio della terra si ricava un olio che, oltre alle proprietà curative, possiede notevoli proprietà cosmetiche per pelle e capelli. L’olio di semi di lino è un ottimo rimedio naturale per i capelli secchi e disidratati.  I semi di Lino sono ricchi di mucillagine, una tipologia di fibra solubile, in grado di regolare la motilità intestinale svolgendo un’azione emolliente.

l'olio di semi di lino è ricchissimo di acidi grassi polinsaturi essenziali omega 3 (acido alfa-linoleico) e omega 6 (acido linoleico). Ricchissimo anche di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico,  grassi saturi come l’acido stearico, palmitico, oltre a vitamina C, vitamina E, nonché vitamine del gruppo B, e circa il 20% di proteine vegetali. Gli acidi grassi omega 3 e 6 regolarizzano il battito cardiaco e prevengono l’insorgere di malattie cardio-vascolari. Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia di questa tipologia di acidi grassi essenziali nell’abbassare i livelli di colesterolo cattivo LDL e migliorare la sensibilità all’insulina. I semi di lino contengono anche importanti quantità di composti fenolici: il secoisolariciresinolo, della famiglia dei lignani, e l’acido ferulico, della famiglia degli acidi fenolici. Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che queste sostanze bioattive esercitano numerosi effetti benefici sulla nostra salute, in particolare i lignani sono dei fitoestrogeni con attività protettiva per il sistema cardiovascolare e contribuiscono alla prevenzione dei tumori. L’olio di lino svolge anche una potente azione antiossidante, dovuta soprattutto alla presenza di lecitina e vitamina E.

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